Impiego della tossina botulinica (BTX- A) nei disordini Temporo Mandibolari (DTM)
567
page-template-default,page,page-id-567,page-child,parent-pageid-583,bridge-core-2.4.6,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-23.1,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.3.0,vc_responsive

IMPIEGO DELLA TOSSINA BOTULINICA (BTX- A) NEI DISORDINI TEMPORO MANDIBOLARI (DTM)

Per disordini temporo-mandibolari si intendono condizioni patologiche caratterizzate da dolore e disfunzione a carico sistema masticatorio. Le strutture coinvolte possono essere quindi l’articolazione temporo mandibolare (ATM) o il complesso di strutture ad essa associata (sistema muscolo- tendineo).

Se la patologia è limitata alla muscolatura masticatoria siamo di fronte ad un disordine temporo-mandibolare mio-fasciale, se invece è interessata la sola ATM si tratta di un disordine temporo-mandibolare articolare. Molto spesso i DTM sono a carico sia dei muscoli che delle articolazioni ed in questo caso si definisce disordine temporomandibolare misto. L’eziologia è di solito multifattoriale, quindi non è da ricercare in un’unica causa; traumi, aperture forzate o prolungate (sedute odontoiatriche o intubazioni per interventi), fattori genetici e ormonali, parafunzioni, bruxismo e serramento) spesso singolarmente o associati correlano ai DTM.

Il bruxismo costituisce un’entità para-funzionale dalle molteplici caratteristiche e sembra essere correlata a disturbi temporo-mandibolari e co-origine di sintomi quale il dolore miofasciale, lo  spasmo muscolare e la limitazione all’apertura del cavo orale.

Nonostante esso sia causa di numerosi quadri clinici patologici, rimane tuttora di difficile gestione: un percorso terapeutico corretto dovrebbe fondarsi su una adeguata integrazione di strategia comportamentale, dispositivi occlusali (bite) e farmaci ad azione centrale (mio rilassanti). Il comune denominatore di questi trattamenti è la riduzione del carico articolare impedendo la degenerazione, agendo sul sistema muscolo tendineo che la circonda. Trova particolare indicazione quindi nei DTM miofasciali e misti l’utilizzo, a dosaggi terapeutici, della tossina botulinica di tipo A (BTX-A). Con la sua alta affinità per le sinapsi colinergiche ed il conseguente blocco della placca motrice, causa un evidente rilassamento muscolare di natura periferica. Grazie inoltre all’azione regolatoria sulla secrezione periferica di glutammato, sostanza P e calcitonina e attiva sul dolore tipo neuropatico. Alla data odierna la letteratura non ha però ancora individuato un chiaro  protocollo di utilizzo, specificatamente per quanto riguarda dosaggi, sede e tempistiche di somministrazione. Le sedi di iniezioni sono generalmente localizzate nel ventre anteriore del muscolo  massetere, facilmente palpabile, ponendo attenzione ad oltrepassare gli strati sottocutanei e la fascia masseterina. Più complessa è la sede di iniezione nel muscolo temporale in cui è necessario  evidenziare i decorsi medi di arteria temporale superficiale, vena temporale media e l’estensione media del tendine del muscolo temporale.

Generalmente la dose infiltrata di BTX-A è di 50 UI per lato (massetere e temporale) L’analisi delle forze occlusali effettuata in numeri studi in letteratura scientifica, dei pazienti trattati con iniezioni di tossina botulinica, iniezioni placebo e relativo gruppo di controllo, ha dimostrato una marcata e significativa diminuzione della massima forza contrattile masticatoria e di un marcato e significativo aumento del tempo necessario per raggiungerla. Tale diminuzione rimane pressoché stabile a distanza di 6 mesi dal trattamento, tempo teoricamente necessario a garantire la reinnervazione muscolare ed il ritorno ad una piena attività contrattile. Da ciò ne risulta una riduzione della sintomatologia miofasciale lamentata dai pazienti, riducendo l’attività contrattile  durante l’attività muscolare masticatoria ripetitiva (BRUXISMO) con benefici a carico del complesso articolare e dentale. Quindi è fortemente indicata in tutti gli stati di parafunzione dove c’è il sospetto di un DTM muscolare e misto.