Froggy Mouth
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FROGGY MOUTH

Froggy Mouth è un piccolo apparecchio rimovibile realizzato con un materiale flessibile, il TPE (elastomero termoplastico) che non contiene lattice o ftalati, che rivoluziona l’approccio alla riabilitazione funzionale agendo come inibitore della suzione-deglutizione, prendendo spunto dalle ricerche di Eric Kandel (premio Nobel per la Medicina) sui processi di memorizzazione. Froggy Mouth è un dispositivo medico brevettato Classe 1, certificato CE dal fabbricante, disponibile in tre misure.

 

Meccanismo d’azione
Froggy Mouth ci aiuta ad interrompere il circuito patologico della
deglutizione/suzione impedendo il contatto bilabiale e obbligando la lingua a
posizionarsi nel modo corretto. Questo nuovo schema deglutitorio permetterà
l’instaurarsi di una nuova traccia mnemonica e ciò avverrà a livello subcorticale
provocando modificazioni biochimiche permanenti a livello delle sinapsi.

Modalità d’uso
L’apparecchio va indossato per 15 minuti al giorno (in modo da attivare sotto il controllo del nervo trigemino i circuiti neuronali che generano i movimenti automatici) sempre durante un’attività  ludica: preferibilmente davanti alla tv, alla playstation o alla consolle del computer mantenendo una postura della testa parallela al pavimento. Kandel ha evidenziato che, in questo caso, abbiamo un’eccitazione delle sinapsi (neurotrasmettitori), la cui attività è passeggera, mentre se l’apprendimento è d’origine sottocorticale, in maniera involontaria (automatismo), si nota un aumento, in termini numerici, delle sinapsi che stabilizzano in maniera perenne le nuove acquisizioni. “Quando si lavora sul subconscio non c’è necessità di lavorare a lungo quanto piuttosto in modo  costante” (Cit. Erik Kandel – Basi fisiologiche della conservazione della memoria nei neuroni)

 

Risultati
Il dispositivo è stato testato con successo in Francia presso l’Ospedale Robert Debré di Parigi ed in Italia dal Dott. P. Manzini e presso l’ospedale Villa San Pietro FatebeneFratelli dall’equipe del Dott. S. Di Vecchio. I risultati più rapidi e predicibili sono stati ottenuti su pazienti in età di sviluppo fisiologico tra i 4 e i 6 anni.

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